Carlo Castellaneta: pagine di un cronista tra Storia e sentimenti

Con il romanzo Notti e nebbie, uscito nel 1975, l’editore Interlinea comincia la ripubblicazione di alcuni tra i più importanti titoli di Carlo Castellaneta (1930-2013), scrittore milanese che si divideva tra impegno e romanzi più “sentimentali”, come emerge da questa chiacchierata con alcune delle persone che lo hanno conosciuto.
Ne parlo su “Il Venerdì di Repubblica”.

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Cecilia Bartoli: «Il talento è pericoloso»

«Il segreto di Vivaldi? La sua disarmante semplicità, la cosa più difficile da ottenere, come in Mozart». Cecilia Bartoli sta per pubblicare il suo nuovo disco, Antonio Vivaldi (Decca)vent’anni dopo il leggendario Vivaldi Album. La mezzo soprano romana, trent’anni di carriera, dodici milioni di dischi venduti, è attualmente in tournée europea con La Cenerentola di Rossini e il prossimo marzo sarà al San Carlo di Napoli e poi in ottobre al Teatro alla Scala per un progetto triennale dedicato a Handel.
La intervisto su “Il Venerdì di Repubblica”.

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Rosetta Loy, la testimone dei testimoni. Perché il suo ultimo libro è da leggere.

Si intitola semplicemente Cesare l’ultimo libro di Rosetta Loye non poteva essere altrimenti. Un memoir (pubblicato da Einaudi) che la grande scrittrice de Le strade di polvere dedica al critico letterario Cesare Garboli, che è stato a lungo suo compagno fino alla scomparsa nel 2004. Loy ripercorre oggi quella stagione e insieme ci dice perché un grande critico letterario è un faro di civiltà per i tempi bui della Storia.

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Il nuovo disco di Elza Soares: «Canto per chi non ha voce»

Su “Il Venerdì di Repubblica” intervisto Elza Soares, decana della musica brasiliana, che con il suo ultimo disco Deus é mulher («Dio è donna») segna un ulteriore traguardo in una lunga e appassionata carriera di impegno per i diritti civili, a ritmo di samba e di swing.

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Lo scrittore che venne dal freddo. Vita (e passioni) di Giorgio Scerbanenco

Con la saga di Duca Lamberti è stato il primo grande autore italiano di noir, anche se era nato a Kiev. Ma Giorgio Scerbanenco (1911-1969) è stato innanzitutto un grande giornalista e uno scrittore che ha innovato la letteratura popolare nel nostro paese, sperimentando, con una produzione immensa, tutti i generi che oggi sono considerati “di consumo”. La figlia, Cecilia Scerbanenco, ne racconta ora la breve, intensissima vita in Il fabbricante di storie (La Nave di Teseo), una biografia piena di notizie e rivelazioni.
L’editore comincia inoltre la pubblicazione di una serie di romanzi inediti o spariti dalla circolazione.
La intervisto su “Il Venerdì di Repubblica”.

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