Etichettato: Iran

Monellacci/2: Luiz Inacio va avanti nonostante Hillary

Uno potrebbe spendere molte bloggistiche parole sullo scazzo uranico tra Lula e Hillary Clinton di queste due ultime settimane se non ci fosse un egregio articolo de El Pais che riassume brillantemente la questione. Vi rimandiamo a quello. Detto in un una riga: la Clinton ha duramente criticato Lula e il turco Erdogan per aver siglato con l’Iran un accordo di traferenza di uranio da arricchire: il segretario di Stato Usa afferma che ciò non c’entra nulla con la possibile minaccia nucleare dell’Iran e non deve impedire le nuove sanzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu nei confronti del paese mediorientale e, infine, che Ahmadineyad manipola il Brasile per prendere tempo. Tradotto, sarebbe che Lula è un ciula globale, il turco pure lui. Dunque noi dell’Osservatore ci domandiamo a questo punto se esista una diplomazia di serie A e una di serie B. Cioé la diplomazia guidata per esempio dagli Usa è di serie A mentre quella di altri Paese è di serie B?
Nel frattempo, il terzo Forum dell’Alleanza tra le Civilizzazioni è stato organizzato dall’Onu a Rio de Janeiro. L’Osservatore c’era. Bandiere, variopinta popolazione di tutti i continenti, un buffet niente male (soprattutto i dolcetti) e vari capi di Stato. Oltreché una serie di interessanti dibattiti: media, ecologia, convivenza urbana, etc.
Alcuni incontri inquietanti, come il faccia a faccia improvviso con Cristina Kirchner, che indossava una specie di sipario color sangue di toro e scarpette di vernice in tinta. Comunque sia: simpatica. La presidenta si è lasciata fotografare insieme a una schiera di fans. Lo scazzo uranico però ha monopolizzato l’attenzione dei media. Il ministro degli esteri Celso Amorim, insieme al suo collega turco e a quello spagnolo (simpatizzante) ha ribadito la posizione del Brasile, “che è per il dialogo e la cultura della pace”. Alludendo a Hillary, Amorim ha detto: “Probabilmente qualcuno non è contento e rimane deluso quando si ottengono dei risultati”. Quando un reporter ha chiesto al ministro se l’accordo con l’Iran non fosse un passo falso nella direzione della tanto anelata sedia di membro permanente del Consiglio di sicurezza, Amorim ha risposto: “Non pensiamo al Consiglio di sicurezza comportandoci in maniera sottomessa”. Anche se può sembrare strano, non è così peregrina l’idea che qualcuno si è fatto di Lula con un futuro all’Onu.
(Sopra, i ministri degli esteri brasiliano Celso Amorim e il turco Ahmet Davutoglu venerdì a Rio de Janeiro, foto Alberto Riva).

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