Nuovo “Codice Forestale”, il Brasile di fronte a un bivio

Qualche giorno fa uno tra i più noti  politici brasiliani, il deputato comunista Aldo Rebelo, in un passaggio nella città baiana di Salvador, si è beccato una “vaia” di fischi da parte degli studenti di agronomia. Rebelo ha sempre rappresentato il volto onesto della politica brasiliana, e allora perché gli studenti agronomi l’han fischiato? Semplice: perché a Rebelo è toccato l’ingrato compito di essere il relatore del progetto di legge che modificherà il Codice Forestale brasiliano. Tema che in Italia potrebbe interessare quattro scalzacani, ma che in Brasile invece è di fondamentale importanza. Il Brasile è uno dei principali produttori di materie prime agricole al mondo (soia, carne, canna da zucchero, mais, cotone, legno etc) e dunque tutto ciò che attiene a quel settore è cruciale, e le forze, le pressioni, le lobby che vi si muovono attorno sono micidiali. Ebbene è proprio in questi giorni che il progetto di riforma del codice giunge sui banchi del congresso per essere approvato. Ed è una riforma polemica che, tra i suoi punti, prevede una amnistia generale per chi ha violato per esempio i termini dello sfruttamento legale di aree di foresta fino al 2008, oppure contempla la diminuzione dello spazio tra foresta convertibile in area sfruttabile e i corsi d’acqua, che oggi deve essere almeno di trenta metri. Perché se tu tagli gli alberi, poi coltivi della quella terra, e poi usi dei fertilizzanti o erbicidi chimici, è ovvio che l’acqua di quel fiume, o ruscello, o anche la falda sotterranea saranno contaminati, lo capisce anche mia nonna di 94 anni. La legge tuttavia è voluta da un ampio schieramento, che include forze di governo in blocco e parti dell’opposizione, ed è contrastata soprattutto dal partito Verde ormai rappresentato dall’ex-senatrice e ex-candidata alla presidenza Marina Silva (che ha preso 22 milioni di voti alle scorse elezioni) e da altre svariate sigle dei movimenti sociali, indigeni e via dicendo. I promotori della riforma la indicano come una “necessaria flessibilizzazione” del codice, in modo da favorire lo sviluppo economico di quelle aree, gli oppositori invece avvertono di rischi già in atto, come la ripresa del disboscamento per esempio in Mato Grosso (il regno della soia) confortato dalla prospettiva dell’amnistia. Secondo i promotori si è a un passo dall’approvazione, secondo i critici a un passo dal “suicidio ecologico”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...