Sul revival della “crisi” e il suo spettacolo mediatico

10 ago

Riapro un prezioso libro di John Berger, Abbi cara ogni cosa, e rileggo alcuni passaggi sottolineati circa tre anni fa…

«Non sarebbe meglio rendersi conto e dire con fermezza che stiamo vivendo nel caos più tirannico – in quanto pervasivo – che sia mai esistito? Non è facile afferrare la natura della tirannide, perché il suo potere (che va dalle duecento maggiori imprese multinazionali al Pentagono) è solidamente strutturato eppure diffuso, dittatoriale e tuttavia anonimo, onnipresente eppure senza luogo. Tiranneggia dall’off-shore: lontano non solo dal fisco, ma da qualsiasi controllo politico che non sia il proprio. Il suo obiettivo è delocalizzare il mondo intero. La sua strategia ideologica – al cui confronto quella di Bin Laden è una favola per bambini – è destabilizzare l’esistente in modo che tutto precipiti nella sua speciale versione della realtà, dal cui regno – è questo il credo della tirannide – nascerà una fonte inesauribile di profitto. Sembra stupido. Le tirannie sono stupide. Questa specifica tirannia sta distruggendo la vita del pianeta ad ogni livello.»

John Berger, critico d’arte, scrittore, pittore e giornalista, è nato a Londra nel 1926.

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